La Mia Storia

un giorno di ottobre del 2015

Delle migliaia di vite possibili, ogni uomo dotato di caparbietà, tenacia e fiducia si sceglie quella che ritiene più opportuna per se. A quasi tutti, almeno credo, sarà capitato di svegliarsi la mattina e dire: “Devo cambiare vita! Sono stanco di sentirmi oppresso da questo sistema di numeri.”

Perché è quello che siamo, numeri. Quelli di una matricola scritta su di un cartellino, quelli della quantità prodotta, quelli delle ore in più o in meno, quelli della data dello stipendio, quelli dei minuti persi nel traffico per andare al lavoro e quelli che passiamo a svolgerlo anziché a vivere.

Tanti si svegliano coi buoni propositi, per poi spegnere la sveglia e girarsi tra le lenzuola. Vi sono alcuni che invece decidono di mettere il piede giù dal letto. É proprio questo che ho fatto un giorno di ottobre del 2015.

Per anni ho interpretato con diligenza il mio ruolo da geometra di cantiere. Non mi mancava nulla: un lavoro sicuro e ben retribuito, una fidanzata (ora moglie) accanto che amo e con la quale mi potevo concedere una o due vacanze all’anno, una macchina, una moto, insomma…tutto quello che una persona normale possa chiedere dalla vita. Situazione invidiabile in base alle recenti statistiche, che ti concede anche il lusso di farsi un cane, di sposarsi, di fare casa e di immaginare un figlio.
Sì, ma allora perché mettere quel piede giù dal letto? Perché seguire quell’idea che tutti giudicano folle? Semplice, perché quando uno ha coraggio e mette via le sue paure, sceglie di fare il grande salto nel vuoto: nessuna certezza matematica che tutto andrà bene, nessuna certezza economica…ma di sicuro la certezza di provare a cambiare la propria vita in meglio.

Non avviene da un giorno all’altro, questo è chiaro: prima subentra la rabbia, la rabbia diviene irrequietudine, l’irrequietudine porta l’insonnia, l’insonnia precede la frustrazione e poi…

La quiete dopo la tempesta chiarifica la direzione: mollo tutto e cambio vita.

Non per tutti succede così, ma per me sì. Ho scelto di scrivere la mia canzone e di vivere una vita lenta, secondo i tempi dettati da me.

Gli anziani dicono che dal niente non viene niente e, preso in parola il detto, mi rimbocco le maniche e decido di intraprendere un’attività agricola. Rilevo alcuni terreni ed un vigneto appartenenti alla famiglia di mia moglie, completamente ignaro di cosa fosse la campagna e di cosa se ne potesse ricavare. Creo una visione e decido di puntare su tre prodotti per diversificare la mia offerta: olio, nocciole e vino. Le difficoltà sono tante, i soldi risparmiati durante anni di lavoro iniziano a fluire in una sola direzione, ma la volontà supera ogni impedimento. Giorno dopo giorno la strada continua ad essere in salita, ma capisco che per arrivare in vetta non devo guardare in su, ma solo mettere un piede dopo l’altro.

Creo una piccola piantagione di nocciole, riporto in vigore l’uliveto, restauro il vigneto. La natura ha i suoi tempi e se si sceglie di rispettarli, c’è da essere pazienti. Dovrò aspettare per vedere nascere le nocciole, dovrò aspettare per vedere il pieno regime delle sua attività, ma non ho fretta. Se lavori in Natura non devi avere fretta!

Ora, dopo sei anni di attività, mi sento orgoglioso del mio olio biologico e della mia produzione vinicola. Ma il prodotto che ho coltivato con più amore e che ha dato i miglior frutti è la mia felicità.

Proprio perché è bello spiegare di persona alla gente il proprio sogno di vita organizzo, nel bel mezzo del vigneto eventi al tramonto: nell’intimità e quiete che solo la natura sa creare, sotto un cielo di stelle, degustando i miei vini, mangiando cibo sano, tutto accompagnato da buona musica…

La mia storia è quella di un uomo come tanti, che arrivato ad un certo punto ha deciso di scegliere chi essere e come vivere, di essere il determinante dei suoi eventi e di togliere l’orologio dal polso.

Quello che vorrei trasmetterti è che con la buona volontà e la determinazione possiamo essere ciò che vogliamo, anche se abbiamo tutto da imparare e pochissime certezze. La mia esperienza mi insegna che quando insegui un sogno, l’entusiasmo moltiplica le energie e si trovano le forze per fare cose impensabili.

Forze che prima non immaginavo nemmeno di avere, proprio perché costretti nel quotidiano ad accontentarci.

Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta

Ugo Foscolo

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Quel contadino mi vien da ricordare,
perchè curava la vite filare per filare. Lo ricordo con amore perché forse era un uomo d’onore. Oggi ne tramando la tradizione perché credo sia un’occasione. Acino dopo acino, foglia dopo foglia perché di bere Lagus vi venga voglia

Luigi Celentano